Romanticismo politico
01/04/2010
A sinistra, questo è il momento dell’autoanalisi. Servono, si dice, dirigenti più generosi, più credibili, mossi da alti ideali e non dal proprio basso tornaconto. Nuovi, generosi, credibili e idealisti come Vincenzo De Luca, si presume, che nella prima dichiarazione dopo la sconfitta dice che non bisogna cercare alibi, che il centrosinistra ha perso perché “ha governato male” – senza di lui, s’intende, che come alibi non è male (ma nemmeno nuovissimo, nel Pd). O come Nichi Vendola, che dal giorno dopo la vittoria ripete che il centrosinistra è all’anno zero. E pertanto, immaginando forse una cura omeopatica, che bisogna “azzerare” tutto. E meno male che questi sono quelli generosi.
Esiste però un rapporto tra il cupio dissolvi che coglie il centrosinistra a ogni difficoltà e quella concezione romantica della politica che dopo ogni sconfitta, paradossalmente, non chiede alla propria parte una tattica più efficace o una strategia migliore, ma al contrario la accusa di pensare solo a vincere, alla tattica, ai voti. Invece che a valori, ideali, passioni. Leggi tutto…
