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Balle speculative

03/09/2007

“I benefici dell’innovazione finanziaria sono arrivati fino alle famiglie, soprattutto a quelle che nel passato non avevano accesso al credito, ad esempio per acquistare una casa. Una maggioranza rispetto a quelle che hanno usato l’accesso al credito in maniera irresponsabile e oggi si trovano in serie difficoltà”.
Francesco Giavazzi e Alberto Giovannini, domenica 19 agosto sul Corriere della Sera

“La sola cosa che sappiamo è che le perdite cadranno sulle spalle degli investitori finali, e non saranno condivise con le banche come è successo in forme di finanza in cui gli intermediari assumevano un peso superiore e dunque sopportavano direttamente un rischio maggiore. (…) In altre parole, la pazzia del credito è finita, una dieta era più che necessaria, ma quelli che dovranno tirare la cinghia non sono quelli che si sono ingrassati negli anni passati”.
Marco Onado, lunedì 20 agosto su lavoce.info

“I fatti ci dicono che la fiducia nell’innovazione finanziaria, madrina dei subprime e dei derivati, non è stata sostenuta né dalla conoscenza del fenomeno nel suo complesso né dalla capacità di prevederne gli sviluppi, ma sembra essere stata esaltata dal pregiudizio simpatizzante di chi dagli hedge fund piuttosto che dalle merchant bank internazionali ricava pane, lavoro e status”.
Massimo Mucchetti, domenica 2 settembre sul Corriere della sera

***

“Nel 1987 ad esempio il collasso delle transazioni sui mercati americani ha avviato il processo di creazione del più efficiente sistema di infrastrutture di mercato che tuttora esista al mondo. Ma spesso l’attivismo, la fretta, l’illusione che problemi difficili abbiano soluzioni semplici, rischiano di buttar via «con l’acqua sporca», i benefici di un mercato finanziario che è diventato più efficiente nel diversificare il rischio e più aperto per tutti”.
Francesco Giavazzi e Alberto Giovannini, domenica 19 agosto sul Corriere della Sera

“L’Economist ha scritto che questo è un buon periodo per una stretta creditizia e ha lodato i vantaggi di condizioni più rigorose, seguendo la saggezza convenzionale secondo cui le crisi sono utili perché conducono a una più corretta valutazione delle merci e delle attività finanziarie”.
Marco Onado, lunedì 20 agosto su lavoce.info

“Anche l’Italia ha avuto le sue storie esemplari: la Cirio, in fondo, è stata un’anticipazione alla vaccinara dei più sofisticati subprime. Temendo che il gruppo di Sergio Cagnotti non rimborsasse, le banche gli fecero emettere obbligazioni a tassi abbastanza alti da ingolosire il pubblico e con il ricavato ottennero l’agognato rientro, salvo ritrovarsi i risparmiatori inferociti perché poi Cirio non onorò le obbligazioni. Le banche americane hanno finanziato i loro clienti per acquistare casa anche al cento per cento e poi, temendo di ritrovarsi tanti Cragnottini, hanno rifinanziato i prestiti emettendo obbligazioni coperte da strumenti finanziari derivati spesso sottoscritti da banche e fondi europei. Il gioco poteva reggere fino a quando il prezzo degli immobili, posti a garanzia del rischio assunto dal primo creditore della catena, avesse continuato a salire. E invece, com’ era fatale, a un certo punto è sceso. E così la bomba con la miccia già accesa è rimasta in mano ai più sprovveduti. Ricordate la comica Charlot Soldato? Il generale della Grande Guerra che si gira e passa la bomba al colonnello, questi al maggiore e il maggiore al capitano e così via fino al soldatino Charlie Chaplin che si gira anche lui ma non trova nessuno: esattamente come oggi non trovano sottoscrittori certe obbligazioni”.
Massimo Mucchetti, domenica 2 settembre sul Corriere della sera

Segnalo inoltre Vincenzo Laureato su Left Wing (Falso mercato e vere bugie, 24 agosto) e, immodestamente, me stesso.

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  1. 03/09/2007 13:56

    Una curiosità: ma è il nuovo blogghetto che ti ispira sti post così lunghi? o è solo un effetto ottico?

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