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Anzitutto la prima cosa

21/02/2008

Quel che, infine, si dovrà vedere dopo le elezioni, è una migliore qualità dell’azione politica e amministrativa. Un buon criterio per individuarla si trova nell’allocuzione di quel celebre capo di governo che ebbe a dire ai suoi sudditi, lasciando anche lui la sua carica: “Addio dunque, signori miei […] nudo mi trovo e nudo son nato; non ho perduto né guadagnato… Voglio dire che son venuto al governo senza un soldo e senza un soldo me ne vo: tutto il contrario di come sono soliti andarsene i governatori”. Chissà: forse non è bello pensare soltanto che chi lascia il governo lo lascia senza un soldo, ma anche che ha potuto andarvi non avendone nemmeno uno. Nell’ondata antipolitica che (a volte giustamente) si solleva, si sente solo reclamare la seconda cosa, e non anche la prima. Costruire una politica nuova, che è ancora una politica, significa invece costruire anzitutto la prima cosa, che è la più difficile. Lo diceva Sancio Panza, in quell’immortale capolavoro che è il Don Chisciotte di Miguel de Cervantes. [qui il resto]

***

Personalmente, sul caso De Mita, sono d’accordo con lui, con Veltroni e con tutti quanti meno De Mita medesimo. Ma penso anche che un po’ di garbo e pure di rispetto in più, da parte di tutti, non avrebbe guastato (nemmeno al Pd).

2 commenti leave one →
  1. 21/02/2008 17:05

    Lo penso anch’io. Non so come si potesse fare, ma sono d’accordo.

  2. Roberto permalink
    22/02/2008 14:17

    Ed io invece penso che una regola è una regola, mentre una regola con più di trenta eccezioni è una presa in giro, per non dire altro. Inoltre, da vecchiotto quale sono, ritengo che se uno che ha esperienza è uno da buttare, allora hanno ragione i nostri giovani a non ascoltare i loro nonni. Infine, penso che una parte politica che per 18 mesi si è retta sulla Montalcini & C. (compreso Andreotti, che per anzianità parlamentare ed anagrafica batte nettamente De Mita), difendendoli – giustamente – dagli scomposti attacchi del centrodestra, difficilmente può riuscire a spiegare a De Mita ed a chiunque altro nella sua situazione che c’è vecchio e vecchio.
    Quindi, il mio pensiero – che non conta assolutamente nulla – è che se si doleva scaricare De Mita, decisione politica assolutamente legittima, bisognava avere il coraggio di dirgli: “Caro Ciriaco, tu non hai più niente da dare a questo paese”, senza nascondersi dietro alle regole.

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