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Piccoli omicidi

21/02/2008

Poi Massimo mi chiede: come sai che chi decide di abortire non comprenda quel che comprendi tu, e cioè che un embrione o un feto sono vita umana? E quindi chi capisce quel che capisci tu e decide di abortire è omicida?
Di nuovo rispondo: non lo so, so solo che se comprende quel che comprendo io e abortisce è in guai davvero seri con se stesso, innanzitutto. Però so che alcune persone con le quali ho discusso della cosa non capiscono quel che capisco io. E non intendo, con ciò, che non capiscano alcunché. Capiscono altro.
All’ultima domanda di Massimo non riesco a non rispondere di sì. [Il resto del discorso e i link a tutta la discussione li trovate qui]

***

Io penso che in politica si debba essere conseguenti: se si stabilisse che l’aborto è un omicidio, le donne che abortiscono dovrebbero essere trattate come chiunque si renda responsabile di omicidio, con tutte le relative distinzioni tra omicidio colposo, doloso e così via. E con le relative condanne a dieci, venti o trent’anni. Se mai arrivassi a pensare che l’aborto sia un omicidio, personalmente, non avrei alcuna esitazione a chiedere esattamente questo. Penso invece che la questione del “quando” sia fondamentale e insuperabile: tra un aborto alla prima settimana e un aborto all’ultima c’è una bella differenza. Ma proprio questa distinzione, che è il problema politico, etico e persino filosofico posto dalla 194, dalla sua applicazione e dalla sua eventuale revisione, che è insomma proprio quello di cui si dovrebbe discutere, viene spazzata via dall’affermazione “l’aborto è un omicidio”. Figuriamoci poi se si mettono sullo stesso piano anche gli embrioni. E’ l’eliminazione di questa distinzione, e della differenza che passa tra gettare in terra una provetta e sgozzare un neonato, che mostra secondo me il carattere ideologico – il relativismo etico, il riduzionismo biologico, il razionalismo disumanizzato – di tutte le “battaglie per la vita”, da quella sulla legge 40 a quella sulla 194.

P.S. Per chi ora volesse dire: “Ma che c’entrano gli embrioni e la legge 40 con l’aborto?”, ricordo che l’obiezione esattamente speculare mi è stata già fatta al tempo della “battaglia per la vita” sulla legge 40, che si diceva nulla avesse a che fare con la 194. Ovviamente è pienamente legittimo continuare a sostenere, ora come allora, che la relazione non sussista né in un senso né nell’altro. A me, però, i termini della questione sembrano proprio gli stessi.

4 commenti leave one →
  1. 22/02/2008 07:38

    Ti ho risposto di là da me.

  2. 22/02/2008 11:05

    Non riesco a capire quale è la tua tesi. C’è qualcosa che mi sfugge.

  3. francesco cundari permalink
    22/02/2008 12:11

    La mia tesi è questa: 1) l’aborto non è un omicidio 2) Se l’aborto fosse un omicidio, andrebbe trattato come tutti gli omicidi 3) Di conseguenza, sostenere pubblicamente e candidarsi al parlamento affermando che l’aborto è un omicidio, ma dicendo al tempo stesso che non si vuole che sia trattato come un omicidio, è una posizione che mi pare assai discutibile (eufemismo) e gravida di conseguenze imprevedibili (altro eufemismo)

  4. 23/02/2008 11:07

    Grazie, avevo cretinamente capito l’esatto contrario. Sorry, immagino mi mancasse un pezzo.

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