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Nuvole sulla nuova stagione

01/03/2008

Roma. Può darsi che le iniziali buone intenzioni cedano presto il passo alla naturale dinamica di tutte le campagne elettorali, destinate a salire di tono con l’avvicinarsi del voto. Fatto sta che finora questo “nuovo bipolarismo” inaugurato da Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, con la fine delle “coalizioni contro” e della delegittimazione reciproca tra gli schieramenti, sembra aver prodotto un curioso paradosso: il ripresentarsi di accuse, insinuazioni e teorie del complotto non più tra gli schieramenti, ma al loro interno. Non che al loro interno non fiorissero anche prima, naturalmente. Ma almeno in piena campagna elettorale, fino a ieri, si sospendevano le ostilità. Oggi, invece, nella Sinistra arcobaleno Fausto Bertinotti è apertamente accusato di favoreggiamento al Pd di Veltroni, che tanto a sinistra quanto nel Pd è accusato di puntare alla grande coalizione con il Pdl, dove a sua volta Silvio Berlusconi deve rispondere dello stesso reato (e pure Gianfranco Fini, in concorso con lui). Si direbbe che la carica di aggressività repressa dal fair play imposto da Pd e Pdl si sia rovesciata al loro interno, e giù giù per li rami. E per tutto il bestiario fantapolitico del caso, dal “Veltrusconi” di cui parla Liberazione al “Veltrinotti” di cui scrive Panorama (riportando i malumori, per dir così, delle diverse anime della Sinistra arcobaleno contro Bertinotti).
Dentro Forza Italia, in molti hanno già espresso il timore che Berlusconi, con questa storia del nuovo clima, finisca per far fare a tutti loro “la parte dei fessi”. Figurarsi cosa dicono di Fini i dirigenti di An, incalzati dai ripetuti attacchi di Daniela Santanchè, dopo lo scioglimento del loro partito dalla sera alla mattina, per entrare in quel Pdl che fino a poco prima lo stesso Fini aveva definito roba da “comiche finali”. Ed ecco che sull’Espresso compare un significativo retroscena.
Fini avrebbe stretto con Berlusconi un accordo “segreto”, secondo cui già a dicembre del 2008, con il Cav. a Palazzo Chigi “per l’ultima volta”, il congresso del Pdl dovrebbe eleggere Fini suo presidente. Lo stesso Berlusconi, scrive l’Espresso, avrebbe chiesto però di non divulgare la notizia per evitare problemi con i dirigenti di Forza Italia che potrebbero “storcere il naso”.
E così, dopo tutte le polemiche suscitate dalla decisione di correre da solo da parte di Veltroni, anche lui accusato più o meno esplicitamente di favorire la vittoria dell’avversario per impadronirsi del nuovo partito, emarginandone i dissidenti, si può dire che tutti i principali candidati premier di queste elezioni siano al centro di analoghi sospetti. A cominciare da Bertinotti, secondo alcuni d’accordo con Veltroni per trasformare l’Arcobaleno in una forza socialista e poi tornare ad allearsi con un Pd divenuto nel frattempo centrista, secondo altri d’accordo pure con Berlusconi, per tornare alla presidenza della Camera in quota all’opposizione. E tutto per colpa del fair play con cui ha aperto la campagna elettorale, prima riconoscendo il Pd come un partito di sinistra – riconoscimento che in cinque anni a Piero Fassino, va detto, non era riuscito di ottenere nemmeno da Fabio Mussi – e poi definendo “aperta” la sfida per il governo. Formidabile argomento, va detto anche questo, a sostegno del “voto utile” chiesto dal Pd.
Bandite dalla dialettica tra gli schieramenti, teorie della cospirazione e accuse infamanti rifioriscono dunque al loro interno. Leader politici di nuovi soggetti che dovevano sciogliere per sempre vecchie identità e antiche appartenenze (Sinistra arcobaleno), che così facendo dovevano dispiegare la loro promessa di rinnovamento in formazioni leggere e all’americana (Pd e Pdl), rischiano ora di restare sommersi dalla piena di quelle antiche correnti che tutti ritenevano ormai prossime all’estinzione. Nel Pd, i cattolici riuniti a convegno pochi giorni fa già pensano di organizzarsi in un “forum permanente”. Beppe Fioroni, intanto, presidia le liste. Per la stessa ragione, già da tempo, sono tornati a riunirsi i dirigenti ex diessini, convinti di dover resistere alla “distruzione della nostra storia”. Sembrano parole dei dirigenti di An, ma potrebbero essere di tanti esponenti di Forza Italia, non meno che del Pdci. E forse lo saranno presto. (il Foglio, 1 marzo 2008)

2 commenti leave one →
  1. simoneliuzzi permalink
    01/03/2008 13:06

    Corredata dalle prime 160 adesioni, la lettera dei “5” è stata inviata lla segreteria di Veltroni. Attendiamo reazioni.

    Il testo su wwww.youth4pd.ilcannocchiale.it

  2. Roberto permalink
    05/03/2008 15:22

    Tutto il mondo è paese. In casa mia, tanto la figlia quanto la moglie mi sospettano di collusione con l’altra. Il figlio assiste distratto: per il momento si preoccupa più di Dragonball, ma verrà anche il suo turno

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