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Coincidenze

20/03/2008

Mai come in questi ultimi tempi il dibattito pubblico italiano è apparso sommerso dalla retorica dei valori, in generale, ma in particolare dei valori cristiani.

Mai come in questi ultimi tempi il dibattito pubblico italiano è apparso drammaticamente privo di valore, al singolare, ma in particolare di valori cristiani.

3 commenti leave one →
  1. 21/03/2008 09:08

    Ci sono i periodi storici nel cammino dell’uomo: 2000 anni fa il cristianesimo cominciò a divorare il paganesimo e le fondamenta delle società di allora. Oggi pare che la fede cristiana sia un ostacolo al progresso dell’uomo, quei 2000 anni che hanno fatto l’Europa come la conosciamo sono considerati NULLA; moltopiù spazio e attenzione, anche in Italia, viene data alla visione etico sociale di altre confessioni, l’Islam per es. Non riesco a capire il perchè ma di certo hai ragione quando dici: “il dibattito pubblico italiano è apparso drammaticamente privo di valore, al singolare, ma in particolare di valori cristiani.” Però ho la sensazione che siamo in pochi a porci il problema, l’indifferenza verso i valori etici della vita( non solo cristiani) è il vero segno di questo periodo storico.

  2. francesco cundari permalink
    21/03/2008 10:03

    Non mi riferivo a questioni attinenti feti ed embrioni, ma attinenti persone in carne e ossa, come per esempio la generale riscoperta di istituti medievali quali la pubblica gogna, che nel nostro dibattito pubblico mi sembra andare di gran moda

  3. Roberto permalink
    21/03/2008 17:34

    Quanto hai ragione, Francesco, se mi posso permettere di chiamarti così.
    Potremmo anche citare il date a Cesare, o i preti che in base al Concordato non possono fare propaganda ma che, la domenica del referendum sulla legge 40, predicavano l’astensione di fronte agli occhi ed agli orecchi assenti di chissà quanti P.M. con obbligo legale di sporgere denunzia ed avviare l’azione penale, e via discorrendo.
    Quando i fedeli non vanno in Chiesa bisogna portare la Chiesa nelle strade e nelle case?
    Oggi alla radio sentivo Tremonti discutere del suo libro come un libro sulla carenza di valori, in particolare di quei valori della mitica tradizione giudaico-cristiana venuti meno (e continuo a chiedermi se, prima e dopo l’anzidetta tradizione, in Europa ed altrove non vi fosse e non vi sarà altro). Sosteneva, in particolare, che oggi, al di fuori delle nostre eccellentissime cattedrali, ci sono più turisti fuori che fedeli all’interno. Ma che sorpresa! Se perdesse un po’ del suo tempo a leggere i sondaggi sull’orientamento morale e politico dei cattolici, senz’altro in possesso del suo moralmente anarchico leader, forse potrebbe passare oltre e dedicarsi ad altro.
    Ma quindi, quale sarebbe il rimedio, portarli a forza dentro le sacre mura, oppure costruire dentro le nostre case una piccola Chiesa mediatica?
    Quanto mi piacerebbe avere a che fare con una Chiesa che affermi con forza i suoi valori, ma senza cercare di imporli per legge. Quanto vorrei poter scegliere tra accettarli e scartarli senza imposizione alcuna. Quanto vorrei poter decidere se, quando e come por termine alla mia vita, ponendo su una mano i valori cristiani e nell’altra la possibilità di essere aiutato all’eutanasia senza per questo condannare i miei caritatevoli amici ai rigori della legge penale. Liberamente, e dunque con più meriti o demeriti innanzi a Dio ed agli uomini.
    Quando potremo riscoprire l’umanesimo come affermazione della libertà di scelta, del libero arbitrio, in altri termini, come via necessitata verso qualsiasi scelta responsabilizzante che possa definirsi effettivamente tale?
    Mi sento assai cupo. Non posso accettare di dover scegliere fra i molti Binetti ed i pochi Pannella. Non posso credere che l’alternativa sia tra chi ritiene un omosessuale un malato ed una madre che abortisce un’omicida tout court, e chi reitera la sua sempre più scarsa fortuna politica all’insegna del no Vatican no taliban, come se, pur con tutti i distinguo, non fossimo capaci di vedere la differenza tra un talebano ed un papista-clericale.
    A nessuno più che ad un laico mancano i valori, quelli liberamente scelti e non quelli imposti in nome di un supposto Dio unico, tra l’altro intermediato presso di noi da un ipotetico superprete infallibile. La laicità è un metodo: i laici facciano il loro dovere, fornendo l’hardware della libertà di scelta, ma i Cristiani e gli altri facciano il proprio, fornendo il software dei valori predicati e dimostrati nella vita di ogni giorno, ma non imposti.

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