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Sinceramente, mi fate un po’ paura

02/08/2008

Fabio Fazio scrive sulla Stampa che “l’astensionismo certamente sofferto ma di fatto compatto e disciplinato (roba da centralismo democratico…) del Pd sulla vicenda Englaro ci rivela probabilmente la vera identità del Partito democratico: quella cioè di non poterne avere una”. Sul suo blog, Alessandro Gilioli scrive che l’eutanasia a questo punto andrebbe fatta al Pd, dato che non riesce a prendere “uno straccio di posizione” sul caso Englaro, concludendone che “è ufficiale, il Pd non esiste”. Tralascio i molti altri commenti dello stesso tenore. Dunque, chissà, forse non esisto neanch’io, che sul caso Englaro una posizione non ce l’ho. Cosa diversa, per la verità, è il voto del Parlamento sul conflitto di attribuzione: fossi stato un parlamentare del Pd avrei proposto di votare no. Ma non avrei avuto nessuna difficoltà a sottoscrivere la decisione di non votare, in cui non vedo alcuno scandalo. Anzi, personalmente, mi sento pienamente rappresentato dall’articolo di Chiara Geloni su Europa di mercoledì scorso. E pensare che fino a oggi, per buona parte dei miei trent’anni, non solo ho creduto di esistere, ma persino di essere una persona di sinistra. Però non è di questo che volevo parlare. Il problema è che quello che vorrei fare è un discorso lungo, troppo lungo per un post. E a farla breve si finisce in una polemica stupida. Certo è che da qualche parte bisogna cominciare. E comunque ci tornerò, qui o altrove, perché l’idea che l’identità di un partito, il cuore della sua politica – e il cuore della politica tout court – sia nella posizione che assume in un caso del genere, sinceramente, mi mette paura. Non per modo di dire: proprio paura. Per essere più esatti, siete voi che mi mettete paura. Non voglio esagerare, non tanta. Ma un po’ sì. Pensate di essere moderni, ma a me sembrate medievali, esattamente come i sostenitori di certe campagne per la vita, i valori, le radici. L’idea di politica, democrazia e modernità che proponete, gli uni e gli altri, è la stessa. Frutto dello stesso equivoco. Forse perché vi lasciate portare a spasso dalle vostre stesse parole sui valori (si tratti di valori cristiani o del “valore della laicità” o di sempre nuove questioni morali), sull’identità (dell’Occidente, del Pd, dell’embrione), sulle radici (dell’Europa carolingia o della sinistra italiana, fate voi). E invece, ad ascoltarle bene, sono proprio le parole che usiamo in queste equivoche discussioni su valori, identità e radici a mostrarci per quello siamo: déraciné. E questo piccolo paradosso non è affatto paradossale.

27 commenti leave one →
  1. 02/08/2008 16:21

    ma vai a cagare

  2. francesco cundari permalink
    02/08/2008 16:59

    ecco, appunto.

  3. adlimina permalink
    02/08/2008 17:05

    il punto non è che tu, o io, o questa ragazza che in questo momento mi è di fronte, non abbiamo una posizione certa sul caso englaro, il problema è che il partito che si è votato non l’abbia

  4. francesco cundari permalink
    02/08/2008 17:18

    certamente. Ma io penso che l'”identità” di un partito non si definisca da questo genere di questioni e tanto meno su un caso-limite come questo. E non perché penso che questo genere di questioni siano di poco conto, ma per l’esatto contrario.

  5. 02/08/2008 19:52

    Insomma, tu che proponi?

  6. John Doe permalink
    02/08/2008 20:33

    Io non ho pregiudizi per chi non decide al volo su una cosa simile. Anche io non ho deciso e, se volessi farlo, probabilmente non ci riuscirei.
    Ciò detto nella allegra brigata pare ci sia molta gente che, in materia, ha delle certezze assolute: perchè, invece che fare gli offesi, non lasciarla libera di esprimerle?
    Questo per dire che, secondo me, non è il caso di buttarla sullo psico-politicamente complicato…per me è solo tatticismo. Non sarà che pareva brutto mostrare gli opposti estremismi?

  7. 03/08/2008 08:48

    Un partito è formato da tantissime persone di svariate provenienze, che devono tenere conto della variegata opinione popolare e delle ingerenze vaticane, che senza quelle non ci si siede più in parlamento. Piuttosto che accontentare tutti e sbagliare, meglio non dire nulla.
    Che una persona singola non abbia un’opinione in merito è un po’ più strano: la questione in effetti è semplice. O si ritiene che ognuno sia libero di decidere per sè e di morire senza soffrire, oppure che la vita è sacra a prescindere da tutto (ma mica da tutto e sempre, eh: dipende dalle esigenze di chi sta al potere, spirituale&temporale).

  8. 03/08/2008 14:29

    Secondo me bisogna dare un presupposto generale. L’Italia è, da costituzione, uno stato laico e democratico. Le persone hanno il diritto insindacabile di autodeterminarsi senza che qualcun altro si prenda la briga di decidere per lui. Ogni persona deve decidere se essere d’accordo o no per se, ma nessuno si può prendere il diritto di decidere per un’altra persona. Un esempio minore può essere quello dell’aborto: io sono contrario ma non mi permetterei mai imporre la mia visione a tutto il mondo.
    Per il suo corpo ognuno è libero di pensare come vuole, per questo introdurre il testamento biologico sarebbe la cosa migliore da fare. Io non vorrei mai vivere in quel modo, se questa può essere chiamata vita.

    Per quanto riguarda l’assenza di posizione del PD, la cosa non mi stupisce affatto. E’ un partito fantoccio e meriterebbero di correre nudi dietro ad una bandiera inseguiti da vespe e mosconi.

  9. Anonimo permalink
    03/08/2008 15:25

    Per cento volte che ho condiviso, una dissento…. Il senso di appartenenza si produce su base comparativa, valutando le differenti risposte che i soggetti politici offrono alle nostre necessità. Il processo di identificazione più diretto e meno faticoso è questo. Come posso dire che uno schieramento mi rappresenta o meno, se nessuna risposta mi viene offerta?

    E’abbastanza facile valutare una formazione politica su base comparativa: si apprezza il livello di eguaglianza garantito, si confronta la sostenibilità delle scelte, si condanna la mancanza di rispetto dei diritti fra le diverse opzioni. E se non sulla domanda “prima”, se non su cosa è la vita, su cosa vorresti differenziare le offerte, sulle aliquote dell’Irpef?
    L’identità culturale è fatta di tante cose, siamo d’accordo. E non solo di questo, ma a me basterebbe una semplice e primitiva identità basata su una chiara impostazione della politica economica e dei diritti della persona. L’originalità di elaborazione comunque l’apprezzo sempre, nel piattume generale. Toni

  10. 03/08/2008 15:30

    Ma sì allora, non decidiamo nè nei casi limite nè in quelli un po’ meno limite nè, soprattutto, in quelli che limite non lo sono affatto. Inciuciamo e manteniamo lo status quo, rimandiamo il progresso a data da destinarsi e accontentiamoci di un ‘Si può fare poco’.

    L’autore del post può romanticizzare la scelta del Pd supportandola con un dubbio etico, ma la realtà è che il Pd non può e non vuole andare contro i voleri della chiesa e contro ciò che prescrivono i papocchi. I veri governanti d’Italia.

    Il resto è retorichella.

  11. toni permalink
    03/08/2008 15:36

    …un’ultima cosa: il “laico integralista” non è creatura che esista in natura, è contraddizione in termini.

  12. Davide Sardo permalink
    03/08/2008 19:39

    La mia impressione è che siamo in presenza di un equivoco. Chiedere ad un partito di esprimere una posizione coerente su un tema di rilevanza politica è certamente legittimo. Non lo è invece, chiedere ad un partito politico di esprimere una posizione su quali siano l’inizio e la fine della vita. Sempre al di fuori di uno stato teocratico o roba del genere, ovviamente. Cerco di essere più specifico. In presenza di un tale vuoto legislativo in una materia così delicata non è inopportuno sollecitare il Partito Democratico a proporre una soluzione normativa adeguata e a sostenerla unitariamente. Ma una soluzione normativa non è il risultato della trasposizione di un principio morale (di origine religiosa o semplicemente posto da un partito politico) in una norma di legge. Sempre al di fuori di uno stato teocratico o roba del genere, ovviamente. Una soluzione normativa adeguata è una legge che scaturisce dal confronto dialettico tra le varie scelte prospettabili e che sia congrua rispetto alle moderne conoscenze e possibilità della scienza e rispettosa della vita umana come della libertà personale delle persone. Al di fuori di ciò sta l’opinione di ciascuno (dirigente, parlamentare, iscritto, aderente, simpatizzante, votante, critico, e chi più ne ha più ne metta…) sull’inizio e sulla fine della vita, sulla sua disponibilità o meno del proprio corpo e fino a che punto. Questa è una questione che nessun partito può avocare a sé. Figuriamoci allora se possa essere il banco di prova su cui misurare l’efficacia di un partito, che tra l’altro mostra altrove alcune preoccupanti lacune. Sempre al di fuori di uno stato teocratico o roba del genere, ovviamente…

  13. Roberto permalink
    03/08/2008 19:55

    Forse, anzi senz’altro, saro’ banale, ma ero convinto che un partito di sinistra, su questo argomento, non potesse che prendere posizione a favore della laica liberta’ di coscienza, consentendo ad ognuno di noi di scegliere come crede con assunzione di responsabilità e cercando di impedire a chicchessia di imporre agli altri la sua legittima, ma personale, visione del mondo. Ma e’ anche vero che il PD prima ha candidato la Binetti e poi l’ha ricandidata anche se in un’occasione aveva votato contro la fiducia, quindi effettivamente non dev’essere cosi’ semplice come la faccio io

  14. francesco cundari permalink
    03/08/2008 20:07

    Mi pare che Davide abbia riassunto perfettamente i termini della questione

  15. toni permalink
    03/08/2008 20:09

    Infatti, davide, quello che si chiede è di dare un progetto normativo in modo tale che dove sia l’inizio e dove sia la fine della vita sia un problema che ognuno risolve con la sua sensibilità, cultura e oserei dire coscenza.

  16. 04/08/2008 09:09

    ciccio, sul merito del tema importante ha ben riassunto davide (o anche violante su la stampa di alcuni giorni fa), sul metodo con il quale si discute a sinistra hai espresso tu le giuste paure.

    sul pd invece a mio avviso tu sottovaluti un punto. non si puó sostenere (come ha fatto soro) che ci si astiene dal voto perché si é contrari.

    e non é questione di lana caprina, di coerenza o simili, ma proprio questione (questa si) di identitá. perché una cosa del genere ti connota come un partito che non sa prendere posizione (e non sul testamento biologico, ma su un conflitto di attribuzione) e che ha paura del dissenso. indipendentemente dal merito della questione che sta a monte (assai complessa, diciamo), questo mi preoccupa

  17. lisa permalink
    04/08/2008 09:30

    Cito testualmente questo stralcio del tuo post: “(…)sul caso Englaro una posizione non ce l’ho”.
    Una qualche riflessione sul rispetto della libertà di scelta delle persone, se tale scelta non viola diritti altrui, potrebbe aiutarti a prendere una posizione?
    Saluti
    Lisa

  18. Vongoloid permalink
    04/08/2008 11:35

    in effetti, chiedere a un partito di pronunciarsi su casi limite come questo è fuori luogo.
    un partito si deve esprime su questioni più pregnanti, quali: trofie al pesto o penne alla puttanesca? blazer blu o golfino rosso?

  19. riki permalink
    05/08/2008 14:48

    Ma secondo voi se un partito ha il “DOVERE” di esprimersi in casi “LIMITE”, perché ne va della “ETICA” che comunica e nella quale i suoi aderenti (“ADEPTI”) si dovrebbero riconoscere, per senso di appartenenza e via di questo passo. Cazzo eliminate partito, metteteci “CHIESA” e vedrete il perché Francesco è, in quanto a progresso, laicità e altri comandamenti generali della bibbia del buon sinistro, avanti anni luce nelle analisi rispetto a voi. Abbiamo preso tutta la metafisica o teologia cristiana, ne abbiamo reclamato l’opposto per finire dove? Nel mondo della gente per cui eutanasia è bella se nn è litigarella? Altro che un pò a me tutto questo fa molta paura!

  20. toni permalink
    05/08/2008 20:38

    riki, anima bella, esiste ormai un’etica a misura di ogni cosa: la politica, lo sport, l’economia, gli affari e perfino la religione, che fino a poco tempo fa pareva di non averne bisogno.

    ma non facciamo confusione.

    relativamente a quello di cui si parla, e anche andando oltre, la cosa più stravolgente è che queste tipologie di ordinamento etico vengono recepite dal diritto, nelle leggi, sgretolando la loro natura universale.

    la separazione fra diritto e morale è uno dei cardini del diritto moderno…..o forse dovrei dire è stato?

    anche io ho paura di un sacco di cose, direi che sono fobica: sono pericolosi i mutui a tasso variabile, le persone ignoranti, i bambini con le forbici in mano, ed è pericoloso fondare orientamenti giuridici, o modificarli, sui principi etici di qualsiasi forma.
    Manteniamo l’etica separata dal diritto. L’etica regola il mio agire quotidiano, e la legge (e la politica, e i partiti che fanno la politica producendo leggi in parlamento) devono regolare le varie modalità del vivere associato.

  21. toni permalink
    05/08/2008 20:47

    orrore…..prima che qualche maestrina mi bacchetti, …”deve” non “devono”

  22. riki permalink
    05/08/2008 22:09

    E perchè mai l’etica eutanasica dovrebbe esser meglio di qualsiasi altra? Guarda che Eluana Englaro non ha possibilità alcuna di esprimersi, o sbaglio? La diffrenza con Welbi sta tutta qui. E vorremmo noi, o la famiglia o chi altro arrogarci per legge o per sentenza il DIRITTO (legge universale cara toni) di sopprimerla? A me pare tutto meno che scontato. E scausa tanto le tue paure a confronto sono risibili, detto con rispetto, un tasso variabile??? Suvvia…

  23. lisa permalink
    06/08/2008 09:40

    Quindi il papà di Eluana mente quando dice che la figlia non avrebbe voluto subire la sorte che adesso sta subendo?
    Saluti
    Lisa

  24. toni permalink
    06/08/2008 11:26

    … bello quando l’ironia viene colta al volo….

  25. passantexcaso permalink
    08/08/2008 01:25

    non per apparire un sempliciotto francofobo

    cazzo vuol dire

    deracine’ ?

    ovvero, pareva troppo brutto l’equivalente italico?

  26. fedro permalink
    12/08/2008 17:22

    Che Fazio sia un radical schick lo sapevamo gia

  27. 20/08/2008 19:05

    C’è qualcosa che non va in questo post: la logica conseguenza di ciò che scrivi è che ciascun parlamentare avrebbe dovuto votare secondo coscienza. L’astensione di massa di fatto è una posizione, che ha interessato tutto il partito. Non credo proprio che tra i parlamentari dei Pd siano in tanti a “non avere una posizione”: la disciplina di partito ha impedito loro di esprimersi.

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