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Tra Bagnasco e Borghezio

01/10/2008

Alessandro Gilioli tocca sul suo blog un tema caro a molti giornalisti, scrittori e intellettuali di sinistra. “In Italia l’asticella dello stupore si è abbassata oltre lo zero”, dice (e confesso che la scelta di iniziare con un termine misurato come “stupore”, lì per lì, mi era sembrato pure un buon segno, dati gli standard del genere). “Ormai mandiamo giù tutto-ma-proprio-tutto” (e qui già dicevo addio alle mie illusioni). Motivo di tanta amarezza: si considera normale che l’incarico di “consigliere speciale del sindaco sull’immigrazione romena” venga affidato a “un’ex idiota professionale del Bagaglino”, una di quelle che “condividono con la maggioranza degli italiani l’idea che mostrare il culo in tivù costituisca un ottimo curriculum per entrare in politica”. Il titolo del post è infatti: “La berlusconizzazione entrata nel Dna”. Ora, a parte il fatto che la persona in questione non è stata nominata presidente dell’Eni, ma consigliere di Alemanno. A parte il fatto che si tratta di una donna che alle ultime elezioni, a Roma, si è candidata con Alemanno; che è un’immigrata rumena e che prima di candidarsi non faceva né la narcotrafficante né la rapinatrice di vecchiette, ma un lavoro perlomeno tanto rispettabile quanto quello che facciamo Gilioli e io (e sto arrotondando parecchio, per autoindulgenza, in nostro favore). Anche lasciando da parte tutto questo, dicevo, a me leggere una cosa simile spaventa. Mi spaventa per il modo, per il tono e per la sostanza. Intendiamoci: lo so anch’io come va il mondo e com’è l’Italia di oggi. E non mi spaventa l’idea che un militante di Forza Nuova o della Lega Nord possa sostenere queste cose, con parole simili e con un simile disprezzo per le persone che non riconosce come appartenenti al suo piccolo branco etnico-sociale-culturale. Mi spaventa che a farlo possano essere persone di sinistra. E mi deprime, soprattutto.

9 commenti leave one →
  1. quartieri permalink
    01/10/2008 11:16

    cucù, “Abbiamo perso le elezioni, ma siamo usciti con un ottimo 34 %”, Massimo D’alema al Messaggero. Come minimo, per par condicio, ci aspettiamo 3.456 post di dileggio.

  2. francesco cundari permalink
    01/10/2008 11:25

    Ho il Messaggero, ma la dichiarazione che dici tu mica la trovo. A che pagina?

  3. Roberto permalink
    01/10/2008 11:32

    Non credo che il razzismo propriamente detto abbia un colore politico: penso che sia sempre stato “trasversale” e “bipartisan”, anche se talora cambia, a seconda degli attori, il soggetto passivo delle sue “attenzioni”.
    Certe prese di posizione di sinistra su Israele – a mio avviso – hanno sempre, come minimo, sfiorato il razzismo in senso proprio, e non è che nei Comuni tradizionalmente di sinistra, quelli dell’Emilia-Romagna ad esempio, la posizione della gente “normale” verso gli immigrati (oggi si dice migranti) sia significativamente migliore di quella, sempre ad esempio, nessuno si offenda, dei lombardi.
    Il disprezzo intellettuale e morale (che non definirei razzismo, che è termine da usare con cautela), invece, sono caratteristiche più di sinistra che di destra (di quelle di oggi, intendo), anche se tu, razionale come sei, non ne sei vittima. Ricolfi, a tale proposito, ha scritto molte pagine condivisibili.
    Per questo non mi stupisco del post di Gilioli: sarà che anche per me si è abbassata di molto l’asticella …

  4. quartieri permalink
    01/10/2008 12:19

    sorry, eiaculatio praecox dal troppo ridere. la dichiarazione l’ha fatta a Radio tre, qui la sintesi : http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=32004&sez=HOME_INITALIA

  5. 01/10/2008 15:13

    Caro Cundari,

    a me dispiace, francamente, che una persona intelligente come te sia “spaventata” e “depressa” non dagli spettacoli penosi del presente ma da chi li indica.

    Forse non mi sono espresso bene nel mio post (e nel caso ne porto ogni responsabilità) ma non credo di avere detto che fare la ballerina al Bagaglino sia una professione non rispettabile: per me lo è pure fare la mignotta, nonostante le recenti ondate proibizioniste in merito. Ho scritto invece che questo curriculum non costituisce alcun titolo – in termini di conoscenze, merito e studi – per fare il consulente del sindaco su un problema serio come quello dell’immigrazione romena a Roma. E ho scritto anche che questa scelta (la Badescu, anzichè qualcuno che questi problemi li studia e li analizza da anni) costituisce in sedicesimo l’equivalente di tante altre scelte simili, in cui la notorietà mediatica sostituisce le competenze.

    Credo che vederci “intolleranza verso chi non appartiene al piccolo branco etnico-sociale-culturale” sia un filo fuori luogo: forse c’è invece un po’ di stanchezza verso questo modo ipertelevisivo di pensare alla politica, peraltro comune alla destra come alla sinistra.

    Cordialità,

    Alessandro

    Ps: la Badescu ha preso 56 preferenze in tutta Roma. Oltre a non avere il curriculum per quella posizione, mi pare non abbia nemmeno i voti.

  6. John Doe permalink
    01/10/2008 15:37

    Io, in questa materia, sto con Rocca (per restare sul Foglio) e la sua teoria della pretesa superiorità antropologica della razza di sinistra.
    Lo vedo tutti i giorni, anche con alcuni dei miei migliori amici. Siamo cresciuti insieme, siamo fratelli e ognuno di noi è anche padre dei figli degli altri, siamo uguali……ma, se si parla di certi argomenti, loro sono un po’ più uguali di me.
    Me ne sono fatto una ragione e li amo lo stesso, e ogni tanto ci si manda a cagare, ma sempre molto fraternamente.

  7. francesco cundari permalink
    01/10/2008 16:15

    Caro Gilioli, se la metti così, che ti sia espresso male tu o che abbia capito male io non ha importanza, nella sostanza siamo d’accordo: fare la ballerina al Bagaglino è una professione rispettabile come tutte le altre (e può darsi che nel replicarti abbia esagerato anch’io, e nel caso mi scuso). Però ho l’impressione che tu sopravvaluti parecchio il ruolo di consigliere di Alemanno, carica per cui non credo fosse in corsa Bertrand Russell, e non solo perché non è più tra i vivi. D’accordissimo con te sul modo ipertelevisivo di fare politica comune alla destra e alla sinistra, ma non mi pare che quello della Badescu sia il caso più eclatante (al massimo la sua rappresentazione in sedicesimo, appunto). Soprattutto, però, non vorrei che finissimo a sostenere (come molti fanno, più o meno esplicitamente) il primato delle “competenze” sulla “rappresentanza”. Neanche questo, ovviamente, è il caso della Badescu, ma il fatto è che sempre più spesso dalla giusta critica a questo andazzo si finisce all’elogio dei “tecnici”, che secondo me è una truffa bella e buona, e quindi, forse esagerando, tendo a diffidare anche della giusta critica.

  8. 03/10/2008 09:35

    Si era già fatta notare durante le elezioni per il Comune di Roma, ora finalmente Alemanno l’ha nominata…
    Con Ramona Badescu la bellezza al Potere!!!

    http://www.spigoli.info/archives/198

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