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Tremonti e D’Alema parlano di religione ma s’intendono sulla politica

01/10/2008

Roma. “Capisco che in un momento simile, trovarsi a discutere di questi temi in una banca…”. Con un brevissimo quanto inatteso saluto – l’invito non ne faceva cenno – il banchiere Alessandro Profumo, nelle vesti di padrone di casa, così introduce il dibattito sul tema “Religione e politica nell’era globale”. L’occasione è data dall’uscita di Aspenia, rivista dell’Aspen Institute, che nel nuovo numero ospita in merito un dialogo tra Giulio Tremonti e Massimo D’Alema. Ma nella sede di via del Corso che fu della Banca di Roma – ora Unicredit – a discutere con Tremonti e D’Alema, questa volta, c’è anche il cardinale Tarcisio Bertone. Eppure, con il procedere della discussione, la sede scelta per ospitarla appare sempre meno eccentrica: dalla crisi dei valori alla crisi finanziaria, infatti, il passo è breve. E alla fine è difficile resistere alla tentazione di rintracciare nella sala la vaga atmosfera di un comune sentire, ad avvicinare tutte le diverse personalità che siedono al tavolo dei relatori. Un’impressione che le occasionali schermaglie polemiche non bastano a dissipare. “Si dice, con un eufemismo, che il mercato ha qualche difficoltà – afferma Tremonti – ma subito si aggiunge che lo stato non deve essere eccessivo. Faccio notare che al momento questo pare un po’ difficile… Comunque, si ripete, dobbiamo trovare un equilibrio fra lo stato e il mercato. Solo che alcuni pensano che questo compito debba essere affidato alla tecnocrazia… Credo sia un errore, perché il confine non è tra stato e mercato, ma tra ciò che è etico e ciò che non è etico”. Difficile immaginare una sintesi migliore di quel comune sentire che sembra aleggiare nella sala.
La stoccata tremontiana alle aspirazioni dei tecnocrati è chiaramente indirizzata contro i “mercatisti” à la Francesco Giavazzi. Ma è pur vero che la reazione citata – l’ammonimento a non cadere ora in un eccesso di statalismo – è stata esattamente la prima reazione di Walter Veltroni dopo il crollo di Wall Street (al Tg1) e pure la seconda (a Porta a Porta). Nella sua replica, D’Alema si limita quindi al tema ufficiale del dibattito, tornando sulla religione. Ed è comprensibile, visto che solo poche ore prima si era aperto un piccolo caso sulle dichiarazioni attribuite dalla stampa a Silvio Berlusconi, secondo cui D’Alema, sulla vicenda Alitalia, avrebbe chiesto a Veltroni “se era impazzito” (per poi fargli cambiare linea). Veltroni ha denunciato con forza le “balle” del premier, esortando i cronisti a sentire la versione di D’Alema, il quale ha ripetuto quasi testualmente quella del segretario.
Al dibattito, il presidente di ItalianiEuropei preferisce dunque tornare sulla religione, sia pure per sottolineare come la divergenza con Tremonti (anche qui, aggiungamo noi) non sia poi così marcata: il ministro dice che la religione è una delle presenze fondamentali nella sfera pubblica; D’Alema sottolinea: “Una, appunto”. Di conseguenza ha bisogno di uno stato laico garante della convivenza e del pluralismo, “che non sono un vuoto di valori, ma un valore fondante”. Quanto a Bertone, che si è indirettamente riferito a lui quando ha negato che il peso della religione cresca solo nelle società arretrate (medio oriente) o in arretramento (occidente), D’Alema risponde rinnovando il suo invito, già rivolto alla chiesa e fonte d’infinite polemiche, a “guardarsi dalla tentazione del potere”, per rafforzare invece una tradizione di proficua convivenza con lo stato laico, caratteristica della religione cristiana.
Anche qui, si potrebbe dire, è questione di equilibri e confini, ruolo dello stato (e della politica), libertà e interesse pubblico. E quando Tremonti elogia il concetto di “persona”, contrapposto a quello di “individuo”, appartenente a “un’altra tradizione”, è ormai impossibile dire se stia parlando di religione, politica o economia. O tutte e tre le cose. (il Foglio, 1 ottobre 2008)

7 commenti leave one →
  1. Luca permalink
    01/10/2008 13:38

    Posso dirti che sei uno di quelli che spero non arrivino mai a qualche posto di potere (puranco micragnoso)? Ci sarebbe da temere per la salute delle persone perbene. Cordiali saluti

  2. quartieri permalink
    01/10/2008 13:40

    da quel poco che si è visto al TG, e cioè la briscola a tre nella sede del Banco di Roma, Tremonti sembrava una comparsa delle invasioni barbariche: – testuale, Hanno fallito comunismo e fascismo, ha fallito il socialismo, ha fallito il “nullismo” del ’68 (??), ed ha fallito il liberismo. Indi ? andiamo a puttane ? Ci chiudiamo nerl convento dei carmelitani ? Io, veramente, vi ammiro : ma come fate a dare solo 5 minuti di credito ad uno come Tremonti ? Che è stato, per quanto ne so, socialista, liberista, ed oggi a mio avviso è il vero nullista (dice una cosa e fa l’esatto contrario) della compagnia.

  3. francesco cundari permalink
    01/10/2008 13:45

    Per la salute, addirittura? Comunque, almeno da questo punto di vista, direi che la salute delle persone perbene è al sicuro. Dormi pure tranquillo

  4. 01/10/2008 13:49

    Di questi tempi ti è andata bene che non ti hanno paragonato a Putin :-P

  5. ignazio permalink
    01/10/2008 15:42

    non ti curar di lor…

  6. 03/10/2008 23:21

    Secondo me D’Alema dovrebbe convocare piu’ spesso Adinolfi a piazza Farnese e farsi spiegare per bene la questione della religione, della sfera pubblica e tutto il resto. Altrimenti continua a camminare sulle uova come in quell’articolo sul Corriere uscito durante il campo scuola a Marina di Camerota.

Trackbacks

  1. DestraLab » Mi spaventa

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