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Inconfutabile

28/11/2008

Di nuovo a proposito di infatuazioni americane (politiche, economiche e intellettuali), prendo da lui questa interessante citazione:

“I Paesi dell’Africa scarsamene popolati sono molto meno inquinanti della media. In tali paesi la qualità dell’aria è inutilmente molto migliore di quella di Los Angeles. (…) Penso che la logica economica secondo la quale masse di rifiuti tossici devono essere scaricate là dove i salari sono più bassi, sia inconfutabile”. (Lawrence Summers, consigliere economico di Barack Obama, Financial Times, 10 febbraio 1992)

15 commenti leave one →
  1. Lawrence Summers permalink
    28/11/2008 17:52

    please, please tell me now, is there something I should know ?

  2. 28/11/2008 17:53

    Mi piacerebbe un confronto pubblico tra Lawrence Summers e Carlo Petrini.

  3. francesco cundari permalink
    28/11/2008 19:25

    Non capisco per quale ingiusto ostracismo vorresti escludere Ming il terribile, Gengis Khan e il conte Dracula da un simile dibattito

  4. 29/11/2008 11:10

    Appunto :-)

  5. 92_minuti_di_applausi permalink
    30/11/2008 13:38

    Allora, precisiamo le cose:

    1) Non si tratta di una dichiarazione rilasciata da Summers al Financial Times, come il post lascerebbe intendere. Si tratta di un memo interno alla Banca Mondiale del dicembre 1991, in fase di analisi sull’opportunità di spostare le produzioni industriali più inquinanti in Paesi meno sviluppati che fu originariamente ripreso dall’Economist e poi da altri giornali.

    2) Il testo del memo riporta “UNDER-POPULATED countries in Africa are vastly UNDER-polluted, their air quality is probably vastly inefficiently low compared to Los Angeles or Mexico City”. Non dice inutilmente, dice largamente e inefficientemente. E parla di zone a scarsa densità abitativa (il primo maiuscolo è mio, il secondo è originario del testo).

    3) Successivamente Summers ha avuto modo di smentire, affermando che il testo era stato predisposto da un suo collaboratore, e poi da lui firmato senza prestare troppa attenzione a quanto scritto. Ora, su questo siamo tutti liberi di crederci oppure no.

    Non parlo del merito delle questioni, perché non mi sembra il luogo più adatto per farlo.

    Un pochino di precisione in più, nella prossima baruffa con gli amichetti obamiani, grazie.

  6. 30/11/2008 16:25

    Due righe di precisazione alla precisazione:

    1) non si lascia intendere un bel niente. Si cita la fonte consultata. Gli altri giornali che riportarono la notizia furono “The Economist” (8 febbraio 1992), il “Courrier International” (20 febbraio 1992) e “Le Monde” (19 maggio 1992).

    2) Cosa cambia? La traduzione che ho riportato parla appunto di “Paesi dell’Africa scarsamente popolati”. Inoltre credo che scrivere “la loro qualità dell’aria è largamente e inefficientemente migliore rispetto a …” sia pure peggio della benevola traduzione che ho dato io.

    3) Prendo atto che firmare – senza leggerlo – un documento ufficiale di una istituzione mondiale come la World Bank sia qualcosa di non particolarmente grave.

    Ci aggiungo che su parole e opere di Summers ci sono le imperdibili pagine di quel dalemiano di Stiglitz.

    La prossima volta è meglio presentarsi con qualche contestazione un po’ più robusta.

  7. tricky permalink
    01/12/2008 12:56

    Scusa Cubdari, ma in Cina non accade lo stesso? Produzioni industriali altamente inquinanti hanno preso il posto di milioni di ettari di terre incolte, o colte alla maniera di Mao. Non ha questo permesso l’aumentare del reddito pro-capite e del capitale, che sarà investito in un prox futuro in imprese meno inquinanti? O anche questa è una favola liberista? Mi sembra che il discorso non sia poi così difficile da capire pur essendo inefficientemente non inquinata una definizione tecnica da economisti ( e con l’aria che tira, si sa, meglio milioni di volte un D’Alema…)

  8. 92_minuti_di_applausi permalink
    01/12/2008 21:45

    E presentiamolo, questo certificato di sana e robusta costituzione:

    1) Non voglio fare il processo alle intenzioni e quindi accolgo la tua obiezione, anche se rimangono i dubbi, visto il tono oracolare del post. Ah, così, for the record, ne parlò anche il New York Times il 7 febbraio 1992.

    2) E’ proprio questo il punto. Inutilmente, come l’hai tradotto tu, non è un termine tecnico, ma è l’espressione di un giudizio. Inefficientemente sotto utilizzato, è invece un termine tecnico. Il punto sta proprio nel non cogliere l’aspetto accademico della discussione, estrapolando un pezzetto di discorso dal contesto per fare sembrare Summers uno squalo senza scrupoli.

    3) Un memo NON è un documento ufficiale, come pensi tu. E’ una nota interna, preparata in risposta a una precedente bozza di discussione che riguardava appunto questioni di carattere ambientale. E l’estratto riportato dai giornali è una parte di un documento più ampio, preparato da un collaboratore di Summers (Pritchett, uno con il PhD ottenuto all’MIT, non alle Frattocchie). In cui si fa un ragionamento esattamente uguale a quello riportato nel commento qui sopra.

    Ora, ognuno si può fare di Summers l’idea che vuole. Ma questo atteggiamento da bambini saputelli che vogliono a tutti i costi fare vedere agli altri bambini che Babbo Natale non esiste ha proprio stufato.

  9. 02/12/2008 00:07

    1) mi hai dato ragione. Ne prendo atto.

    2) la tecnica del “pezzo estrapolato dal contesto” è vecchia ed è un pezzo forte del Cav. Siccome Summers sarà l’esperto/consulente di Obama per le questioni economiche, credo di avere tutto il diritto di preoccuparmi dell'”aspetto accademico della discussione” (qualunque cosa esso sia).

    3) vuoi dirmi che Summers, oltre al memo interno, non aveva letto nemmeno il “documento più ampio” riportato dai giornali, e che riportava la sua firma? La cosa si aggrava ulteriormente allora!

    Pure a me questo tuo tentativo di arrampicarti sugli specchi mi sembra sempre più patetico. Però sopporto con giudaica pazienza.

  10. 02/12/2008 00:22

    PS: io sono uno all’antica, e quando si parla di politica – e qui lo stiamo facendo – tendo a valutare 1000 volte di più un PhD a Frattocchie rispetto al MIT. Però capisco che molti altri non la pensino così, e infatti stravedono per Giavazzi (pure lui PhD al MIT).

  11. tricky permalink
    02/12/2008 11:55

    Beh quella dell frattochhie è indubbiamente una scuola memorabile, nel contesto italiano diciamo. E infatti la gente con tale estrazione è quella che poi raccimola voti a valanga nella parte più sviluppata del nostro paese, una piccola proxy di qualità delle politiche proposte non c’è che dire. Però dai al MIT che minchia faranno di poi così immancabile rispetto a gente che considerava le politiche sovietiche il traguardo ultimo dell’umanità? Cert statements si commentano da soli…

  12. 02/12/2008 18:20

    Voti a valanga nella parte più sviluppata del nostro paese: parli di Calearo e Colaninno?

    Sul resto c’è un articolo del titolare del blog (“Andavamo alle Frattocchie”) a cui ti rimando.

  13. 92_minuti_di_applausi permalink
    03/12/2008 01:24

    Ultima replica, che il dibattito non mi sembra possa procedere oltre.

    1) Non ho dato ragione a nessuno. Prendo atto della tua negazione e mi tengo i miei dubbi sull’onestà intellettuale del tuo post.

    2) Tenere conto del contesto significa che una valutazione economica può anche non essere l’unica valutazione utile, quando si effettua una scelta quale la collocazione di scorie tossiche. Ci sono anche valutazioni legate all’opportunità politica e sociale, alla sicurezza del deposito, varie opzioni che entrano nel contesto di un’analisi costi-benefici (o costi-opportunità). Questo potrebbe essere compreso nella bozza di cui stiamo discutendo: non lo sai tu e non lo so io, perché nessuno di noi due ha letto un documento – ci tengo a precisarlo, in fase di bozza – che risale a 17 anni fa. L’aspetto accademico, sta nel fatto che il ragionamento, da un punto di vista esclusivamente economico non fa una piega (e non mi sembra che tu l’abbia contestato).

    3) Non hai colto: i giornali non hanno riportato alcun documento più ampio (figurati se i giornali si mettono a pubblicare una bozza di 7 pagine piena di teorie economiche: chiuderebbero domattina). Summers si è semplicemente fidato di un suo collaboratore – evidentemente valido – per un documento parziale, come capita spessissimo quando si tratta di una semplice risposta ad osservazioni.

    Ah, un’altra cosa: non buttiamola in caciara. Io non ho detto – ad esempio – che Obama è legittimato a fare il presidente degli USA perché ha due lauree di cui una ad Harvard. Ho detto che un funzionario della Banca Mondiale è legittimato a scrivere delle analisi di carattere economico perché ha un dottorato di ricerca in una delle università più prestigiose al mondo. Fino a prova contraria, i dipendenti della World Bank non hanno alcuna funzione politica.

    Poi, se vuoi pensare che il mondo sia in preda a una tecnocrazia e che Obama sarà succube dei deliri di un economista senza scrupoli perso nei suoi numeri e nelle sue teorie, fa’ pure.

    Saluti e buon proseguimento.

  14. 03/12/2008 11:03

    1) più che citare la fonte utilizzata non so cosa si debba fare … allegare forse l’intero documento? Le bibliografie solitamente servono a questo. Almeno, ai miei tempi funzionava così.

    2) Dal punto di vista strettamente economico non fa una piega per chi pensa che esista un unico metodo per irpartire in modo ottimale l’inquinamento fra inquinatori e inquinanti. Non mi pare che nella disciplina ci sia tutto questo unanimismo. Vale per questo come per mille altre questioni. Non credo, ad esempio, che Paolo Leon e Francesco Giavazzi la pensino allo stesso modo, anche dal punto di vista “esclusivamente economico”. Di solito la scelta dei consulenti dipende, oltre che dalla preparazione accademica, anche dalle posizioni dottrinarie. Io mi sono semplicemente stupito di come un politico come Obama, che ha fatto del “cambiamento” il proprio cavallo di battaglia, si sia scelto come esperto di economia una persona che ha le posizioni “tradizionali” di Larry Summers (ho citato questo pezzo sull’inquinamento, ma saprai meglio di me delle posizioni controverse dello stesso Summers sulla transizione delle economie pianificate e sulla liberalizzazione del mercato dei capitali, temi su cui ha scritto in abbondanza Stiglitz).

    3) mi pare tu abbia parlato prima di un memo interno e poi di un documento più ampio, allo scopo di supportare la tua tesi. Evidentemente ci siamo capiti male. In ogni caso, io ti ho solo replicato che dovrebbe essere buon uso per una persona che ha responsabilità istituzionali (e Summers a suo tempo era capo economista alla World Bank) di non firmare alcunchè senza leggerlo, si tratti di una enciclopedia o di un semplice pezzo di carta volante.

    Su Obama e la tecnocrazia non possiamo sapere. Che in Italia, soprattutto a sinistra, si sia succubi dei deliri di qualche economista (con assoluta precedenza per chi ha conseguito il PhD al MIT) credo sia fuori di dubbio: Enrico Morando ha candidamente ammesso di aver scopiazzato il programma del PD dal sito de LaVoce.info. Sarà stato un buon modo per accreditarsi negli ambienti che contano (dopotutto si sa che la sinistra italiana vive con l’incubo di non superare l’esame di politica economica con Tabellini), ma sicuramente non è stato un bell’esercizio di autonomia politico-culturale.

    Un caro saluto anche a te.

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