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Come diventare veltroniani

17/12/2008

Dinanzi a tutti gli avvoltoi che oggi volteggiano attorno a Veltroni, dopo averlo sostenuto e spronato fino a ieri in tutte le scelte che hanno portato a questa situazione, mi verrebbe voglia di diventare veltroniano. Dinanzi a tutti i corvi che impazzano sulla testa di Veltroni, proprio ora che il solito circuito giornalistico-giudiziario ricomincia con una campagna perfettamente analoga a quella che tempo fa colpì Clemente Mastella e il governo Prodi, mi verrebbe eccome, la voglia. E diventerebbe davvero irresistibile, se solo Veltroni dicesse che sui casi di corruzione o di malaffare, quelli in cui le accuse sono fondate, il partito non guarderà in faccia a nessuno, ma con la stessa fermezza risponderà colpo su colpo a questo genere di campagne, a questo modo da tutti noi troppo a lungo tollerato di condurre la lotta per il potere in Italia, perché è su questo che la sinistra italiana deve fare davvero autocritica, e non da oggi; se dicesse che non è accettabile un sistema in cui le chiacchiere al telefono divengono prova, e prova sufficiente a mettere in galera persone senza processo e a inondare i giornali delle loro private conversazioni, scatenando una campagna in cui sindaci, presidenti di regione, ministri e presidenti del Consiglio finiscono sotto accusa per avere parlato con chicchessia, per avere fatto una cena elettorale, per avere incontrato degli imprenditori; se rispondesse che se lo possono scordare che il Pd vada avanti sulla strada della sistematica distruzione di ogni forma di autonomia organizzativa, finanziaria, politica e culturale; che a questo punto il partito non lo vuole solido, ma di granito, e che per curarlo dal male della corruzione e del malaffare non servono nuovi dirigenti nominati dall’alto, dal segretario o magari direttamente dal sistema dell’informazione, ma servono organismi dirigenti autonomi, dotati di pieni poteri e soprattutto eletti dal basso – in due parole, servono la democrazia, la partecipazione popolare e i partiti, con gli iscritti, le tessere e gli apparati, sissignore – se Veltroni dicesse tutto questo, e dicesse che da quello che sta emergendo si capisce che la questione morale c’è ed è grave, ma il dramma è la crisi della giustizia, e la tragedia è lo stato del pluralismo economico, finanziario ed editoriale; ecco, se immagino per un attimo Veltroni dire tutto questo alla direzione di venerdì, mi viene una voglia di diventare veltroniano che non vi dico, tanto da iscrivermi al Pd apposta, solo per quello. Ma poi lo sento dire esattamente il contrario, e mi passa subito.

5 commenti leave one →
  1. 17/12/2008 23:05

    Io non solo diventerei veltroniano ma mi farei pure il doppio mento come il suo.

  2. 18/12/2008 10:11

    io mi taglierei perfino i baffetti

  3. 18/12/2008 11:30

    Pensa che io ero già corso all’anagrafe per cambiare il mio nome in Uolter. Poi ho fortunatamente trovato chiuso.
    Peraltro, avevo colpevolmente tralasciato la tua ultima frase. Perciolo scampato, uff!

Trackbacks

  1. DestraLab » Rinnovamento?
  2. L’intervento più bello pronunciato alla direzione del Pd (ebbene sì) « Quadernino

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