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“Walter era come Prodi”, Bettini apre le danze precongressuali nel Pd

28/04/2009

Roma. “Nell’ultima fase, Veltroni mi sembrava più il responsabile mediatore delle sensibilità di ognuno, piuttosto che il Veltroni del Lingotto… più il Prodi dell’Unione, piuttosto che il profeta di una nuova Italia”. Le parole di Goffredo Bettini, ex coordinatore del Partito democratico e primo consigliere di Walter Veltroni, non sono scelte a caso. Come non è scelta a caso l’occasione: un’iniziativa della sua associazione, “Democratici in Rete”, che Michele Meta precisa subito non avere nulla della corrente. “A nessuno di noi è mai venuto in mente di tesserare aderenti”, dice nell’introduzione, con chiara allusione alla dalemiana Red. Ma se la polemica contro “la logica asfissiante delle correnti” come prima causa di tutti i mali non cambia, a cambiare è il contesto, il significato e anche il destinatario del messaggio. “Quando il pericolo si fa pressante – dice Bettini – le coscienze si allertano, le intelligenze e gli animi si uniscono”. Questo è il messaggio dell’iniziativa. E il destinatario, adesso, si chiama Pier Luigi Bersani.
Il nuovo contesto è dato dal congresso di ottobre ormai imminente (“Nessuno provi a rinviarlo”, dice Bettini) e dalla rottura tra l’ex coordinatore e il neo segretario, dopo che Bettini si è visto negare il posto di capolista nel Lazio. Se dunque la componente “liberal” dei veltroniani (Giorgio Tonini, Enrico Morando, Stefano Ceccanti) è stabilmente al fianco di Dario Franceschini in nome della riforma bipartitica per via referendaria (una linea che è valsa al segretario anche il recupero dell’area prodiana), Bettini sembra rivolgersi a Bersani in nome dell’unità contro il comune avversario interno: gli ex democristiani. Non a caso, per la sua prima uscita pubblica dopo le dimissioni di Veltroni, l’ex coordinatore sceglie un incontro con Paola Concia e Ignazio Marino. Dunque laicità, libertà di cura e di ricerca, diritti civili. In vista del congresso, dopo il Big Bang post veltroniano, l’iniziativa sembra fatta apposta per suggerire a Bersani un comune fronte democratico anti popolari, che richiami all’appello tutte le “anime” e le “coscienze” dei dispersi ex diessini. Anche se all’appello, com’è noto, mancherà proprio l’ultimo segretario dei Ds, Piero Fassino, che da Franceschini non ha intenzione di allontanarsi. (il Foglio, 28 aprile 2009)

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