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Dalla parte del giaguaro

08/11/2010

L’idea che la priorità ora sia “stanare” o ancor meglio “mettere con le spalle al muro” Gianfranco Fini, come dice oggi Antonio Di Pietro – non Daniele Capezzone, non Fabrizio Cicchitto, proprio Antonio Di Pietro – mi pare molto indicativa. E istruttiva. Non per niente, la sua proposta di presentare a questo scopo una mozione di sfiducia contro il governo è esattamente la linea di Silvio Berlusconi (“Mi votino la sfiducia”). E siccome la politica è matematica, dentro il Pd, a chiedere la mozione di sfiducia sono giusti giusti il veltroniano Giorgio Tonini e il parisiano Arturo Parisi. Questo è il problema. Ed è venuto il momento di affrontarlo.

8 commenti leave one →
  1. Lucandrea permalink
    09/11/2010 09:11

    E trovi che sia così sbagliato? Possiamo “galleggiare” ancora così? La politica non è anche chiarezza? Tra l’altro hai dimenticato di citare il segretario dell’Udc Cesa, anch’egli per la sfiducia…e sia con l’Udc che con l’Idv ci dobbiamo lavorare!

  2. 09/11/2010 12:02

    Io, in questo momento, di certezze non è che ne ho tante.
    Una sì, ed è quella che PDL e Lega non parteciperanno mai a una maggioranza “tecnica” che abbia lo scopo di modificare la legge elettorale.
    L’obiettivo del Transition Team, che è indubbiamente sacrosanto, mi pare del tutto incompatibile con Berlusconi.
    Al Senato PDL e Lega hanno 161 senatori su 321, e già tocca sperare in qualche fuggitivo.
    Se cominciamo a fare le liste dei buoni e dei cattivi tra i nostri, chi ci garantisce che non ci diano la fregatura? Il senso di responsabilità?

  3. francesco cundari permalink
    09/11/2010 21:54

    Proprio non riesco a capirvi. Al governo c’è il Pdl, mica il Pd. Com’è sta storia che se il governo Prodi si divide è la prova che il centrosinistra fa schifo, mentre se il governo Berlusconi fa lo stesso è un problema del Pd? se “galleggia” o meno sarà un problema di Berlusconi, no? ma voi da che parte state? ma perché il Pd dovrebbe togliergli le castagne dal fuoco? ma se Fini gli fa una guerriglia che apre oltretutto enormi possibilità in ogni voto parlamentare – sia pure con tutti i comprensibili tatticismi, retropensieri, ambiguità… embè? – ma perché, invece di approfittare di questa prateria, su tutte le questioni di merito (per esempio sfiduciando Bondi dopo il crollo di Pompei, per dirne una, o costringendo Tremonti a trovare i soldi per la scuola e per tante altre cose, come in parte è già stato fatto), per quale ragione nell’universo il Pd dovrebbe fare il gioco di Berlusconi e mettersi a bastonare proprio Fini, come chiede Di Pietro, preoccupato solo e sempre di rosicchiare spazio e voti per sé? ma siete ubriachi? ma quando la finiremo di ragionare con la logica del talk show, pensando solo a raccattare l’applauso di quattro sostenitori esaltati, e ricominceremo a ragionare da persone razionali, con la nostra testa?

    • 09/11/2010 23:09

      Che obiettivo abbiamo, mandare via Bondi? Io non considero Bondi una questione di merito, anzi, in realtà non me ne frega niente, nel caso metterà lì un altro gonzo.
      Io posso sforzarmi di comprendere capire tutte le tattiche e le strategie del mondo, ma non mi puoi dire che il PD ha qualcosa da guadagnare perché ogni tanto passa un emendamento buono.

      • Matteo permalink
        10/11/2010 00:48

        Forse il PD no, in effetti.
        L’Italia sì, invece?

  4. francesco cundari permalink
    10/11/2010 02:28

    matteo, mi dispiace dirtelo, ma questa idea che i partiti dovrebbero servire a qualcosa e a qualcuno al loro esterno ormai si è persa completamente

    • 10/11/2010 10:00

      Non sto discutendo quello che è stato detto due o dieci anni fa, e manco mi interessa.
      Abbiamo detto che la priorità è evitare che si vada alle elezioni con una legge che permetterebbe a Berlusconi di avere in mano il paese con un terzo dei voti? Che questo è importante non per il PD ma per tutti?
      Condivido, del tutto, da sempre.
      Sono del tutto certo che però, al primo tentativo di dibattito su una nuova legge, Berlusconi andrà da Napolitano a chiedere le elezioni.
      È l’unica cosa che può fare, e la deve fare comunque, perché avrà pure uno scarso senso del ridicolo, ma non può presentarsi a chiedere il voto dicendo che la sua maggioranza ancora c’è.
      Ora mi si può anche dire che nel frattempo noi, l’UDC e l’IDV avremmo comunque dei piccoli vantaggi nello stare a guardare, ma rimane per me ovvio che legge proporzionale e Berlusconi sono del tutto non sovrapponibili, come è chiaro per tutti che il PD non sta chiedendo il voto, né lo sta chiedendo Casini.
      Vogliamo aspettare la finanziaria come ci suggerisce neanche troppo velatamente il Colle? Va bene, ma non un minuto di più.
      Perché sarà pure vero che Di Pietro cerca voti nel campo dell’antiberlusconismo tout court, e mi dovreste anche spiegare cosa c’è di strano se un partito cerca consenso, ma se il segretario urla che la nuova pagina la scriviamo noi, se a dicembre dobbiamo andare a dire a Berlusconi di andarsene, come diciamo da mesi, magari presentarsi dai nostri elettori con la sua testa farebbe bene.
      Oltre a essere, come ho già detto, assolutamente inevitabile.

  5. francesco cundari permalink
    10/11/2010 10:44

    se un leader di partito cerca voti facendo il più antiberlusconiano di tutti, anche quando sa benissimo che così facendo fa il gioco di Berlusconi, e infatti da mesi è sempre più spesso sulla sua stessa identica posizione, in questo non c’è niente di strano né di illegittimo, per carità, ma sarà consentito almeno segnalare la normalissima e più che legittima cosa, che in qualsiasi altro contesto chiamerei truffa, o no? quanto al resto, mi sembra di capire che per te bisogna “ottenere la testa” di Berlusconi perché sennò l’elettorato del Pd si arrabbia, perde la pazienza, digerisce male… come se poi, di nuovo, dipendesse dal Pd, come se le elezioni le avesse vinte il Pd e come se l’unica ossessiva preoccupazione del Pd dovesse essere non dare neppure la più lontana impressione di fare chissà quali manovre, compromessi, inciuci… e perché non dovrebbe fare poi tutte le manovre necessarie, visto che qui non c’è un cane che da anni abbia da dire altro che non sia (udite udite) che bisogna battere Berlusconi? e allora, che si vuole? qual è il problema? Capirei l’obiezione di chi dicesse: voglio battere Berlusconi, ma non al prezzo di fare questo o di lasciar fare quest’altro. Ma io non ho mai sentito un’obiezione simile in vita mia (se non perché formulata da me, e mi è costata ogni volta l’accusa di intelligenza con il nemico, e simili). E allora, ripeto, tutti voi che in questi giorni smaniate per andare subito allo scontro finale, a prescindere, e chissene frega delle conseguenze, che volete? volete che Berlusconi vada via subito subito perché avete dormito male, e siccome sta ancora lì, è colpa di Bersani? A te paiono ovvie un sacco di cose che al momento non paiono ovvie nemmeno ai diretti protagonisti della vicenda, ti sembra tutto già scritto e matematicamente calcolato, come se la politica fosse un gioco in cui ognuno sta fermo impalato a gridare la propria posizione, mentre passa un notaio che conta e certifica, e allora tutto sta a gridare forte, petto in fuori, e auguriamoci che il cielo ci faccia la grazia… è tutto già scritto e inevitabile, ma perché? ma chi lo dice? e se anche fosse, vogliamo almeno provarci, a cambiare le cose, o dobbiamo preoccuparci solo di fare “bella figura”?

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