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Arriva il Tea Party in salsa europea

29/04/2011

Secondo alcuni è l’altra faccia della crisi economica. Secondo altri è semplicemente il nuovo volto della politica europea. Un nazional-populismo aggressivo, che dalle retrovie della storia torna di colpo in primo piano, come già ai tempi della crisi del ’29. Partiti dai nomi vagamente inquietanti, quali “Veri Finlandesi” e “Grande Romania”, o più rassicuranti, come “Svedesi democratici”. Ma i loro bersagli sono gli stessi, immigrazione e regole dell’Unione europea, contrari come sono all’idea di dover pagare, con le tasse, tanto l’assistenza sanitaria agli stranieri quanto gli aiuti alla Grecia in bancarotta. In Ungheria sono al governo, e hanno cambiato addirittura la Costituzione. In Francia il leader del Fronte nazionale Marine Le Pen è data dai sondaggi a un passo da Nicolas Sarkozy (non ultima ragione della durezza francese nei confronti dell’Italia sulla questione dei rifugiati).    
E’ la nuova destra populista. Lo scrittore ungherese György Konrád la definisce “il Tea Party in versione europea”, sul modello americano dei Taxed enough already (“già tassati abbastanza”), ultima incarnazione di quel radicalismo antistatalista che negli anni 80 è stato portato al successo da Ronald Reagan, e in Gran Bretagna da Margaret Thatcher. Reagan e Thatcher, due icone della destra liberista in tutto il mondo, salvo forse in Italia, dove la critica che accomuna tutti i “burocrati” nel suo disprezzo, dai dirigenti di partito ai sindacalisti, fino ai semplici dipendenti pubblici, è moneta corrente persino tra intellettuali progressisti.   
D’altra parte, in Italia, al governo c’è Silvio Berlusconi, che della retorica contro le tasse e lo statalismo è il primo importatore. E al governo è anche la Lega, con le sue campagne anti-immigrati. L’opposizione risulta dunque efficace quando attribuisce al premier e ai suoi alleati la responsabilità della scarsa solidarietà europea, sostenendo che a mettersi sulla strada della propaganda allarmista contro i clandestini, prima o poi, si finisce sempre per trovare “una Lega Nord che sta più a Nord di te”. Ma risulta assai meno convincente quando, un minuto dopo, descrive Berlusconi e la Lega come un’anomalia in Europa.
Del resto, se di anomalia si tratta, è un’anomalia a due facce, e proprio il fatto che Berlusconi e la Lega siano al governo spiega forse perché il nostro Tea Party si trovi, per dir così, a sinistra. Al posto del telepredicatore ultraconservatore Glenn Beck, per esempio, noi abbiamo Beppe Grillo (per fare un solo nome). La stessa è però la carica antipolitica, la polemica sprezzante che non esclude gli attacchi personali più duri, con l’implicita rivendicazione di una sorta di “diritto all’odio” contro i potenti.
In America la campagna contro Barack Obama è arrivata fino ad accusarlo di non essere un vero americano. Tanto che mercoledì il presidente ha dovuto mostrare pubblicamente il certificato di nascita. “E’ stato uno dei momenti più bassi e avvilenti nella vita politica americana”, ha scritto il New York Times. Ma anche uno dei più fortemente simbolici, se si pensa alla retorica sul “primo presidente globale” che ne aveva accompagnato l’elezione, quando forse la crisi economica non aveva ancora pienamente dispiegato i suoi effetti. 
Negli Stati Uniti, tuttavia, si è detto spesso che il successo dei candidati più radicali alle primarie del partito Repubblicano, spostando i conservatori su posizioni estreme, faccia il gioco dei loro avversari. E chissà che Berlusconi non possa sperare in qualcosa di simile: al Pd non mancano né concorrenti interni, né giornali, telepredicatori e intellettuali schierati su posizioni radicali. Né le primarie. (il Messaggero, 29 aprile 2011)

4 commenti leave one →
  1. 07/05/2011 10:24

    Forse vi dovreste informare meglio su cosa sia il Tea Party in Italia: non credo che Beppe Grilla voglia mescolarsi a Sara Palin o chi per lei…

    Il movimento c’è è non è alimentato da nessun tipo di odio, ma da semplici constatazioni condivise da personaggi di tutto rispetto.
    Martedì 10, ad esempio, il Tea Party è a Bologna con Cesare de Carlo.

  2. 07/05/2011 10:24

    *Beppe Grillo, of course.

  3. 07/05/2011 10:26

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-05-06/tea-party-contro-tasse-174751.shtml?uuid=Aa7ChsUD

    (Ovviamente mi riferivo alla redazione del Messaggero non al curatore del Blog)

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  1. Neopopulismo e Tea Party in Europa « Alessandro Lanni

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