Skip to content

Dalla Fiom alla Dc, tutte le svolte di Di Pietro

25/06/2011

Soltanto sei mesi fa, nel dibattito sulla fiducia del 14 dicembre, Antonio Di Pietro si rivolgeva al presidente del Consiglio con queste parole: “Qualunque sia il risultato numerico del voto di fiducia… è chiaro che non ha più quella maggioranza politica che le permette di governare”. Ieri, invece, dichiarava al Corriere della sera: “Io Berlusconi lo voglio sfidare. Porti in Parlamento la riforma fiscale, l’aumento delle imposte sulle aliquote finanziarie e il taglio di quelle sul lavoro, l’abolizione delle province, e noi non ci tireremo indietro”. Il 14 dicembre intimava al premier: “Non le rimane che rassegnarsi al suo destino, consegnarsi alla magistratura e come un Noriega qualsiasi farsi giudicare”. Quindi, vedendo Berlusconi che abbandonava l’aula, gli urlava dietro: “Pavido, pavido… Scappi alle Bahamas”. Ieri, dopo il clamore suscitato dalla foto del suo colloquio a tu per tu con il grande nemico, diceva al Fatto quotidiano: “E’ parte del nostro percorso di crescita spiegare alla gente che c’è un galateo istituzionale che va rispettato”. Se infatti Di Pietro aveva parlato con Berlusconi – era la spiegazione dell’ex pm – lo aveva fatto “perché eravamo in Parlamento”, perché bisogna capire “il dovere istituzionale di un leader”. E a dirlo era lo stesso leader che in Parlamento, il 29 settembre, aveva dichiarato: “Lei, signor Berlusconi, non è un presidente del Consiglio ma uno stupratore della democrazia”.
Si capisce che la svolta dipietrista abbia sorpreso molti suoi sostenitori, e che non tutti l’abbiano presa bene. Ma non è certo la prima. Già alle europee del 2004, con la lista “Di Pietro-Occhetto-Società civile”, l’ex pm aveva tentato lo sfondamento a sinistra. Non dura a lungo. L’alleanza è dichiarata estinta dallo stesso Di Pietro in diretta tv, davanti ai mortificanti risultati elettorali. Ma il tempo della riscossa non tarda a venire. Alle politiche del 2008, grazie all’alleanza esclusiva con il Pd, l’Italia dei valori passa dal 2 al 4 per cento. Alle europee del 2009 tocca l’8. E’ in questa fase inebriante che viene annunciata la svolta “riformista”, la trasformazione in partito strutturato, la sfida al Pd per la guida del centrosinistra. Di Pietro dice addirittura di voler togliere il suo nome dal simbolo e lancia i responsabili dei neonati dipartimenti: il costituzionalista Stefano Passigli alle riforme, l’ex direttore del centro studi di Confindustria Sandro Trento all’economia, il sociologo Pino Arlacchi agli affari internazionali.
E’ il momento dell’espansione. Alcuni, come Passigli, vengono dal Pd. Altri, come Arlacchi, ci torneranno entro pochi mesi. Molti arrivano però dalla sinistra radicale, come Maurizio Zipponi, il responsabile Lavoro, proveniente da Rifondazione comunista, che a Di Pietro aprirà le porte della Cgil. Si inaugura così una nuova svolta a sinistra, la breve ma intensa stagione del Di Pietro operaista, che volantina davanti ai cancelli di Mirafiori, che lancia contro Sergio Marchionne epiteti un tempo riservati esclusivamente a Berlusconi, che sgomita con Nichi Vendola alle manifestazioni della Fiom. I risultati delle amministrative, nonostante il successo di Napoli, chiudono anche questa fase.
L’annuncio dell’ultima svolta, sul settimanale vendoliano Gli Altri, è di due settimane fa. Intervista a Di Pietro dal titolo: “Divorzio da Grillo e rifondo la sinistra. Ecco la nuova Idv”. Ma ogni rivoluzione ha bisogno di tempo per assestarsi. E così, dall’intervista di ieri al Corriere, la rifondazione della sinistra non sembra più una priorità. Anzi. Di Pietro spiega che suo padre aveva due tessere, “della Coldiretti e della Dc”. E lo fa per dire che anche lui viene da lì: “Dai cattolici, dai moderati”. Insomma, c’è poco da fare: “Ho studiato in seminario. Non sono un uomo di sinistra”. Chissà se glielo aveva detto, a suo tempo, a Zipponi. (il Messaggero, 25 giugno 2011)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...