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Alibi e demoni

07/03/2014

In un’intervista alla Stampa, così Matteo Renzi interviene sulla questione dei sottosegretari indagati: “Dovrei buttare fuori dal governo De Filippo per delle spese in francobolli? Qui si pone davvero un problema di civiltà… Mi pare surreale. E più surreale ancora, mi permetta di dirlo, è che al coro si sia aggiunto Pippo Civati, che ha fatto le primarie contro di me precisamente nella condizione di indagato in cui sono De Filippo e alcuni altri”. Condivido. Tuttavia, se questione di civiltà è, dovrebbe valere sia quando sei al governo sia quando sei all’opposizione, sia quando sei il segretario del partito sia quando sei in minoranza. Ma questo discorso, che per Renzi sembra valere solo per Civati e per Civati solo per Renzi, vale invece per tutti, compresi i tanti che alle ultime primarie si sono schierati con Cuperlo. E non parlo solo di dirigenti, ma anche di tanti militanti e semplici elettori. E non parlo solo di questioni morali e giudiziarie, ma più in generale di quei principi di fondo che dovrebbero essere alla base di qualsiasi impegno politico (e non cambiare da un giorno all’altro secondo le circostanze). Altrimenti la politica diventa solo questione di gelosie e dispetti. Un modo di pensare – e anche un costume, un modo di stare in un partito, in un’organizzazione collettiva, in un paese – che è anche una questione morale, ma che è soprattutto una questione politica. E insomma, come si diceva qui, soprattutto chi vorrebbe combattere la personalizzazione della politica forse dovrebbe smettere di personalizzare.

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A proposito di quanto detto sopra, la polemica sulla canzoncina dei bambini di Siracusa mi pare un caso di studio. Ma su questo Alessandra Serra ha scritto qui tutto quello che c’era da scrivere.

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Il parere di Henry Kissinger sulla crisi ucraina oggi lo trovate su Repubblica. Articolo che contiene tra l’altro la seguente affermazione: “Per l’occidente, la demonizzazione di Vladimir Putin non è una politica; è un alibi per la mancanza di una politica”.

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